L'equilibrio del Professor Vita

Oggi è una di quelle giornate in cui della Medicina non vorrei sapere niente.


Numeri progressivi di pazienti. Numeri immensi di valori sugli esami ematochimici. A volte usi la calcolatrice per capire se davvero possono essere reali.

Poi ce n'è uno che ti colpisce, di numero.

Un conto che non torna, un valore che non sta bene sul viso di quel paziente. Non gli si addice.

E allora cominci a pensare se quel malessere non meglio identificato ha un senso più concreto, un senso matematico, statistico, clinico.

E ti maledici per sapere cosa sta per succedere. Ti maledici per aver studiato una vita ma ancora non sei pronto per l'esame generale di "Dare brutte notizie". Un esame tostissimo, per cui ti prepari persona dopo persona, vita dopo vita, eppure non ti senti mai pronto. Prima o poi all'appello ti devi presentare, però.


Le ore passano senza darti tregua. L'ultima volta che hai visto il cielo te lo ricordi azzurro, eppure adesso è già buio.

Com'è successo?


Il giorno dell'esame arriva e l'agitazione è tale che fai telefonate ovunque per trovare la postilla in fondo alla pagina, nel paragrafo che nessuno ha mai letto, che ti suggerisca la risposta giusta, proprio quella che sei sicuro che i
l Professor "Vita" vorrà sapere.

Il Professore arriva, sembra così severo quanto assetato di sapere.

"Mi dica, Dottoressa."

"Senta, Dottoressa, il reparto in cui volete ricoverarmi è quello che penso?"

"Allora chiamo mia moglie."

Lo sguardo si posa quasi distrattamente sullo schermo del telefono del Professor. Vita, perché ormai ci riteniamo così padroni della quotidianità altrui che l'essere curiosi si appropria di noi, quasi fosse un diritto.

Su quello schermo leggi "Amore mio".

Poteva essere chiunque quell' "Amore mio", ma era l'amore suo, del Professor Vita.


E allora il Professore si fa torvo, adesso fa meno paura, perché la risposta che stava in quella postilla in fondo alla pagina, nel paragrafo che nessuno ha mai letto, contro ogni sua aspettativa, l'hai saputa.

Tu forse ti senti sollevato e sai che l'esame ce l'hai quasi in tasca.

Ma adesso chi se la prende quell'agitazione? Chi fa quelle telefonate ovunque?

Forse toccherà ad "Amore mio".


Oggi è una di quelle giornate in cui vorrei sapere molto di più della Medicina.



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